La Storia

Engadina 1989 – Traona ( SO )

Traona – Le origini e la storia

Traona è certamente uno fra i più antichi e splenditi borghi della Valtellina, in particolare per la sua posizione centrale e strategica sulla “ solatia costiera dei Cech “ di cui ne è stato per 900 anni il capoluogo indiscusso.

Nove secoli a partire dall’800, di grandi avvenimenti e grandi mutamenti che hanno fatto di Traona  e del suo territorio (comunitas montanae Domopholis) un grande protagonista, contribuendo suo malgrado anche a condizionare non solo la storia della Valtellina, ma anche quella dell’Italia e addirittura dell’Europa.

Per risalire alla sua prima citazione storica si deve andare all’829, anno in cui il Vescovo di Novara Attone vende alcuni suoi beni al fedele Werentone e alla suora Romana in Travona. Ma la vera nascita storica di Traona comincia nel 983, anno in cui l’imperatore Ottone concede privilegi ad alcuni dei suoi servitori fedeli (i Vicedomini), consegnando loro la gestione politica ed economica delle terre valtellinesi. Questi ultimi, una volta a valle, scelsero alcune sedi per il proprio dominio, una di queste fu Traona, in particolare per la sua posizione baricentrica per il controllo dei loro nuovi territori. Una scelta che segnerà l’inizio della lunghissima storia traonese. E cosi a Traona arrivarono, oltre ai Vicedomini, i Parravicini, i Malacrida, i Vertemate, gli Omodei e molte altre famiglie. Queste famiglie, tutte di origine comasca, cominciarono una parziale ricostruzione del Borgo sulla costiera, scegliendo per il loro controllo , sia di ordine urbanistico il poggio di Domofole, riadattando un vecchio maniero già esistente, ma un po’ malconcio.

Ben presto questi interventi, sia di ordine urbanistico che strategico, fecero crescere il controllo sull’intera Bassa Valle, tanto che Traona divenne il capoluogo incontrastato del Terziere Inferiore, segmento territoriale in cui fu divisa per secoli l’intera Valtellina. Cosi i padroni di Traona divennero sempre più ricchi imponendo a tutti regole e comportamenti ben precisi: imposero di pagare un dazio su quasi tutte le merci che, provenienti dal milanese, erano dirette in alta valle; istituirono il diritto di centena sul bestiame in transito da e per la Valle; incassarono denari sulla fluttuazione dei tronchi che scendevano sull’Adda dall’Alta Valle verso il Lago di Como. Fu tale e tanta la ricchezza delle famiglie dominanti, che dal XV° al XVII° secolo a Traona vi fu un fiorire e rifiorire di dimore signorili  buona parte delle quali sono tutt’oggi visibili.

Ne sono testimonianza le numerose e sontuose dimore dei Parravicini, il palazzo Massironi e la casa Malacrida-Vertenate. A tanto sfarzo laico di quel periodo non poteva che rispondere una cera sobrietà religiosa che ha segnato e scandito la profonda fede Cristiana del popolo traorese, anche quando il seme dell’eresia protestante sembrava prendere il sopravvento. Meritano citazione per il loro valore non solo religioso ma anche artistico le chiese di S. Caterina di Corlazzo, di S. Apollonia, di S. Francesco, di S. Maria in Bioggio, di S. Colombano e di S. Ignazio di Layola, ma il tempio per eccellenza è stato ed è ancor oggi la meravigliosa Parrocchiale di S. Alessandro, già presente nel 1286.

 

La chiesa non solo è grandiosa nella sua spazialità esterna, ma assume ancor più la sua magnificenza di tempio divino quando si entra all’interno e si ammirano le innumerevoli testimonianze artistiche e pittoriche che vedono la firma, tra gli altri, di Giacomo Parravicino detto il Gianolo, il Torricelli, il Ligari, l’Asnaghi.

Itornando alla storia occorre dire che Traona fu anche sede dei Podestà per vari secoli, sostituito poi dal Commissario Distrettuale, la cui presenza durò fin verso la metà del XIX° secolo. Queste presenze istituzionali cosi significative nel Borgo, destinate a controllare tutte le attività civili e militari della comunità, contribuirono non poco a valorizzare la potenza di Traona. Insomma , un po’ per la posizione strategica e per l’audacia dei padroni delle terre, un po’ per l’intraprendenza e la caparbietà della comunità, Traona ha saputo segnare davvero il suo tempo storico per molti e molti secoli.

Ora le cose sono cambiate, Traona è ormai un fiorente e ridente Borgo che ha saputo stare al passo con i tempi, conservando fra i suoi tortuosi vicoli, per la verità un po’ a fatica, il suo glorioso passato storico in cui dominava le terre da Olonio a Buglio; la costiera dei Cech invece si va trasformando pian piano in una piacevole zona di residenza e villeggiatura per molti turisti provenienti per lo più dal Lago di Como e dal Milanese.

L’ECONOMIA

Sin dai tempi più lontani l’economia prevalente dell’intero  territorio di Traona è sempre stata prodotta solo ed esclusivamente da un comparto agricolo vivo e fiorente nelle sue più svariate sfaccettature di cui l’allevamento del bestiame ne era la componente principale.

Tutto ciò è sempre stato favorito dalla sua splendida posizione ed esposizione geografica: l’intera Costiera del Cech, grazie alla sua esposizione al sud, possiede un microclima mediterraneo particolarissimo che consente la buona maturazione sia alle colture tipiche delle zone prealpine, sia ad alcune assai pregiate come quella della vite, che prevalente, ma anche all’ulivo e ad ogni sorta di floricoltura. A questa economia, che ancor oggi produce reddito, ora si affiancano nuove e moderne attività artigianali di completamento che fanno di Traona ancor oggi uno dei centri della Valle più marcatamente attivo e sufficientemente ricco.

Ultimamente si guarda con un certo interesse anche agli investimenti turistico-culturali per le notevoli potenzialità territoriali e per le numerose testimonianze storiche ancora esistenti del suo glorioso passato.

 

LUOGHI DI INTERESSE ARTISTICO E STORICO

Parrocchiale di S. Alessandro – sec. XV° – XVII° – Dipinti di: Giacomo Parravicino (Il Gianolo) Gianantoni Torricelli, Asnaghi di Civo, Gaudenzio Ferrari, organo di Francesco Carnisi di Luino.

Chiesa di S. Maria in Bioggio – sec. XVIII° – Dipinti di Luigi Bruschi, Antonio Canclini di Bormio, Pietro Ligari.

Chiesa di S. Caterina di Corlazio –  sec. XV° – Dipinti di Gian Andrea De Magistris, Cipriano Vallorsa di Grosio.

Chiesa di San Colombano – sec. XVI – Dipinti di Luigi Tagliaferri.

Chiesa di S. Apollonia – sec. XVII°

Chiesa di S. Ignazio di Loyola – sec. XVII°

Convento di S. Francesco – sec. XVIII°

Arco Dogana

Avello Sepolcrale sec V°

Palazzo Parravicini – sec. XVI° – Sede Comunale

Palazzo Parravicini de Lunghi – sec. XVII° – XVIII° – Sede Relais dei Cech

Palazzo Parravicini Medici – Sede Piccola Opera

Palazzo Parravicini Piazzi – Casa Della Mina

Palazzo Parravicini Torri – Casa Torri

Palazzo Vartemate – Malacrida – Casa dell’Oro

Palazzo Massironi – sec. XVI° Sede Trattoria Alpina

Antico Torchio di Corlazzo – Sede Museo Etmografico del Vino

Castello di Domofole – sec. X° – in località S. Giovanni